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Come combattere le tignole dell'olivo e del melo

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La tignola è una farfallina bianco cenerina, con macchiette scure, che depone le uova da cui si sviluppano larve verdi grigiastre, lunghe poco meno di un centimetro. Con questa guida ti spiego come combatterle e come evitare che queste creino gravi danni alla raccolta delle olive.

Scopri come fare
Difficoltà
  1. Ciascun bruco, che si sviluppa dalle uova deposte dalla farfallina, rode le foglie ed i germogli, quindi si trasforma in una piccola farfalla. Le farfalle a loro volta depongono uova sui fiori; dalle uova hanno origine le larve della seconda generazione che si cibano dei fiori e che occorre combattere, se si vogliono ottenere efficaci risultati. Successivamente si ha una terza, ultima generazione, le cui larve penetrano nell0interno delle olive. Si distruggono con facilità, nel maggio-giugno, le larve di seconda generazione.

  2. Queste larve di seconda generazione si combattono mediante l'arseniato di piombo oppure mediante arseniato di calcio, con cui si avvelena il loro cibo: i fiori dell'olivo. L'arseniato in polvere si usa nella dose di 500 grammi in 100 litri di acqua; l'arseniato di piombo in pasta si usa nella dose di 1-0,800 Kg per ogni 100 litri di acqua.

  3. Questa miscela si da' con con le comuni pompe irroratrici, prima che si aprano i fiori dell'olivo, cioè nel maggio-giugno, bagnando bene il fiore allo scopo di avvelenare i bacolini che se ne cibano. Il trattamento si prepara nel seguente modo: si mescola l'arseniato con un po' di acqua, si agita e si aggiunge quindi l'acqua occorrente. Questo trattamento si può abbinare con quello contro il ciclonio (occhio di pavone) aggiungendo all'arseniato la poltiglia bordolese.

  4. Per fare una buona distribuzione del composto, agita bene la mescolanza onde evitare che l'arseniato di piombo si raccolga in fondo al recipiente che lo contiene. Quando si usa l'arseniato di piombo occorre avere delle precauzioni, in quanto si tratta di un potente veleno. Quindi quando lo prepari mantieni un fazzoletto davanti alla bocca oppure indossa una mascherina adeguata ed in oltre indossa n paio di occhiali per proteggere gli occhi. Tieniti sotto vento nel momento in cui distribuisci il veleno sulla pianta e non spruzzarlo su frutti di prossima maturazione.

  5. Contro la tignola del melo si procede con lo stesso meccanismo. In questo caso sono necessarie 4 irrorazioni. Il primo trattamento sarà eseguito pochi giorni dopo la fioritura del melo. I due successivi trattamenti saranno fatti a distanza di 15 giorni tra loro e il quarto ed ultimo alla metà di luglio.

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di costanzo89 19 ottobre 2010
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